Thomas Pynchon mi perseguita

Non contento di avermi allietato la vita per circa una decina di mesi, sembra che il fantasma burlone di Thomas Pynchon (dico fantasma anche se è ancora vivo, forse) non la voglia smettere di irrompere nella mia vita. Oltre alla recensione qui sotto, ieri mi sono imbattuto in lui due volte.

Prima in una puntata dei Simpson andata in onda ieri sera su Italia 1, ” Tutto è lecito in guerra e in cucina” (“All’s Fair in Oven War”), in cui lo scrittore giudica un piatto cucinato da Marge facendo una serie di giochi di parole sui titoli dei propri libri: “These wings are V-licious! I’ll put this recipe inThe Gravity’s Rainbow Cookbook, right next to The Frying of Latke 49“. Nella serie animata Pynchon appare tre volte, tutte e tre con un sacchetto di carta in testa recante un punto di domanda sulla fronte e sempre prestando la sua voce al relativo personaggio cartoon – il che è significativo, data la sua ritrosia rispetto ai media.
Poi nel libro che sto leggendo, Freedom di Franzen (vedi sempre sotto), un altro riferimento a una sua opera:

Richard was wearing a black T-shirt and reading a paperback novel with a big V on the cover.

Il libro a cui ci si riferisce è proprio V., primo libro di Pynchon uscito negli anni Sessanta:
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