110 anni fa, in una triste notte parigina

La società, come l’abbiamo costituita, non avrà mai posto per me, nessun posto da offrirmi; ma la Natura, le cui dolci piogge cadono sugli ingiusti e sui giusti allo stesso modo, avrà anfratti nelle rocce in cui possa nascondermi, e valli segrete nel cui silenzio io possa piangere indisturbato. Lei manterrà le notti pieni di stelle cosicché io possa camminare lontano nell’oscurità senza inciampare, e manderà il vento sui miei passi in modo che nessuno m’insegua per farmi del male: lei mi ripulirà in acque profonde e mi curerà con erbe amare.
Oscar Wilde, De Profundis (traduzione mia).

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