Emmy Awards 2012: trashcarpet

Ero lì che mi preparavo ad andare a fare la spesa perché dovevo comprare le Gocciole per vedere se trovo la Giocciola tigrata così da vincere un noto tablet di ultima generazione e ho pensato: ma perché non fare un’edizione straordinaria del Trash Carpet visto che ieri sera ci sono stati gli Emmy Awards, i premi della televisione americana (ricordate i Telegatti? Ecco, tutto il contrario…)? Lo so che non ve l’aspettavate e forse nemmeno ve lo meritate, ma ultimamente mi sento molto magnanimo, tipo come quando Carlo Conti ha scoperto che avrebbe dovuto condurre quella famosa edizione di Domenica In con Iva Zanicchi, la Clerici, Ela Weber, i pupazzi Dom e Nika, la Mucca Carolina e il Pulcino Pio. Uno spasso proprio!
Ma veniamo al sodo, ché nel frattempo mi son ricordato che ho finito anche il Cif. Un’edizione coi fiocchi quella degli Emmys, che hanno premiato soprattutto due serie molto apprezzate e molto innovative come Modern Family e Homeland, ma soprattutto hanno dato riconoscimenti a due grandi dive del cinema che si sono riciclate (ma benissimo!) stelle della tv: Jessica Lang e Maggie Smith. (Lo so cosa state urlando al monitor: “Ao, coso, se volevamo le cronache tivvù c’annavamo a comprare Sorrisi e Canzoni, vedi de parlà de li vestiti che qui dovemo ancora riprendecce dalla festa in toga de Fiorito….”; va bene, va bene, mi ripiglio…).
Molti vestiti a tema marino, quest’anno: vediamo qui Ginnifer (non è che m’hanno bocciato al First Certificate, è scritto proprio così) Goodwing, protagonista di Once Upon a Time, in un Monique Lhuillier che evidentemente è stato sottratto a un peschereccio che fa incetta clandestinamente sulla barriera corallina australiana; segue a ruota la stagionata Christine Baranski in Ruben Singer che, guardandola, mi sono finalmente reso conto di dove fosse finita l’orata al cartoccio che m’è sfuggita dal forno la settimana scorsa (e chiamala stupida, comunque: si porta dietro i catarifrangenti così si sparaflasha tutte le rughe!); sempre in ambiente ittico ecco Sofia Vergara in Zuhair Murad: povera, dovete compatirla, da bambina le avevano rifiutato il ruolo della Sirenetta alla recita scolastica ed è da allora che si porta dietro ‘sto trauma; in bluette e argento anche Hayden Panettiere, ex star di Heroes, però a lei sembra che il vestito, invece di Marchesa, gliel’ha fatto un tizio che di mestiere fa proprio quella cosa del suo cognome.
Julianna Margulies ve la ricorderete in ER e più recentemente in The Good Wife: qui la ritroviamo sul red carpet con una fantasia denominata vomito di pantera cinese, ma non c’è da stupirsi visto che è di Giambattista Valli, uno che quest’estate consigliava a tutti il nuovo trend della stagione, ossia andare in giro con uno smeraldo appeso alla barba (la cosa è stata onorata con il Premio Sobrietà Valeria Marini 2012-2013); vera e propria sobrietà, invece, quella di Lena Dunham – non chiedetemi chi è, non ho tempo di guglare anche perché mi son finiti anche le Giovanni Rana Sfogliavelo Paglia&fieno e devo aggiungerle alla lista – che mi sfoggia un Prada molto in linea con l’attualità politica, visto che rischiamo seriamente che a novembre ci troviamo alla Casa Bianca quel mormone di Mitt Romney. È la volta di Kelly Osbourne, una che c’entra alla serata di premiazione delle serie tv come Ramona Badescu a un consultazione per l’assegnazione del Nobel per la fisica, ma comunque non preoccupato, non avete esagerato nell’annusare i vostri stessi calzini, non avete le traveggole: l’ho snellita io con Photoshop, mica è diventata così magra sul serio. Chiude la fila Nicole Kidman: ecco, si è messa un Antonio Berardi (un chi?) provvisto di armatura sul busto: e ha fatto bene, perché, per la rabbia che mi fa essendosi rovinata la faccia che manco un bimbo cinquenne col pongo Dash, la prenderei a balestrate un giorno sì e l’altro pure.
Voi pensavate che in questi anni di trashcronache modaiole io v’avessi fatto vedere il peggio del peggio: e invece no! Non c’è fine al peggio come non c’è fine alle intelligentissime poesie di Flavia Vento, cari miei: ecco Juliane Moore, che di solito trovo stupenda, sfoggiare un Dior giallo limone che più giallo limone non si può (questa è conosciuta come “tonalità del frutto infilato nel sedere di Filippo Facci”); ma come se non bastasse anche l’attrice Claire Danes ha pensato bene di mettersi un Lanvin della stessa tinta. Che voglio dire: già non siete nate dopo il 1980, quindi non è che siate fresche come un’insalata del Juice Bar, in più siete anche palliduzze (soprattutto tu, Juliane, che all’asilo te chiamavano LunaStorta). Christina Hendricks, la procace segretaria rosso fuoco di Mad Men, è venuta agli Emmys con sua sorella, se non la vedete è solo perché se l’è mangiata cinque minuti prima.
Concludiamo con l’unico maschio di questa carrellata: se vi chiedevate se Jim Parsons di The Bing Bang Theory apparisse come un nerd sfigato anche in tuxedo, beh, sì, anche in tuxedo.

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