Met Gala 2013: il trashcarpet

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Il Met Gala è l’evento annuale più chiacchierato, ardito e atteso nel mondo della moda. Si tiene ogni anno all’inaugurazione della mostra del Costume Institute organizzata dal Metropolitan Museum di New York, e il party ma soprattutto il red carpet della serata sono messi a punto da Vogue. A differenza del tappeto rosso degli Oscar (e del “rivale” party di Vanity Fair, più patinato), al Met Gala il dress code è molto più libero e, anzi, è proprio la serata in cui si fa a gara per chi sfoggia l’outfit più inconsueto, slide_295897_2416909_freeinsolito, coraggioso. E molto spesso, dunque, il più improponibile.

Ieri sera si è tenuta l’edizione 2013 del Met Gala che apriva la mostra dedicata al legame fra punk e moda; e, come c’era da aspettarsi, si sono viste proposte piuttosto stravaganti, per usare un eufemismo che, in confronto, “buzzicona” detto a Manuela Arcuri sembra un complimento. Iniziamo dall’ospite d’onore, Beyoncé, che ormai ve la ritrovate sul piatto anche se ordinate una quattro stagioni in pizzeria, tanto è onnipresente: spero che abbia dei buoni avvocati, perché non so chi la salverà dalla causa che le intenterà la regina Elisabetta, dato che per farsi fare vestito e stivali da slide_295897_2416903_freeGivenchy ha rubato gli arazzi del castello di Windsor (cliccate sulle immagini per ingrandire).

Quella che vedete qui a fianco, poi, non è una riproduzione in 3d della Foresta Amazzonica ma semplicemente la versione espansa di Kim Kardashian in Riccardo Tisci. Quest’ultimo ha fatto davvero furore quest’anno vestendo con la sua Givenchy molte star e accompagnando sul red carpet l’attrice molto promettente Rooney Mara (vedi in fondo), che qui passa dal set di “La ragazza che giocava col fuoco” a quello di “La ragazza che voleva essere Casper”.

slide_295897_2416385_freeColpiva anche la mise di Katie Holmes, la quale dopo molte traversie ha deciso anche lei di affrontare i suoi problemi in pubblico per riuscire a superarli come si deve: infatti ha indossato un Calvin Klein che aveva strappato in più punti in uno dei suoi tentativi di fuga dalla casa segreta di Scientology dell’ex Tom Cruise.

Katy Perry, invece, ieri sera deve aver sbattuto la testa slide_295897_2416893_free sul bidet dopo aver perso l’equilibrio appena uscita dalla doccia, perché si è misteriosamente risvegliata pensando di essere la reincarnazione dell’imperatrice Teodora di Costantinopoli (l’abito è di Dolce&Gabbana).

slide_295897_2417066_freeSempre rimanendo in tema di antichità dovete sapere che di recente il reparto di Egittologia del Metropolitan ha scoperto che il modo migliore per conservare le mummie dell’antica Valle dei Templi dall’incartapecorimento eccessivo è quella di avvolgerle in strati strettissimi di pelle nere, in modo che la guaina prevenga: hanno deciso di darne una dimostrazione pratica ieri sera con Donatella Versace.

Alcune preoccupazioni invece destavano ieri sera le condizioni di salute mentale di Miley Cirus, la giovane diva che evidentemente quando faceva il telefilm country-bimbominchiesco Hanna Montana deve essersi fumata troppa biada, perchéslide_295897_2416393_free ora sta accelerando la sua trasformazione in celebrità psicotica e inutilmente trasgressiva che neanche Britney Spears ai tempi d’oro: che poi lo sappiamo tutti, quella si è rasata la testa, andava in giro con le grandi labbra al vento e dimenticava i suoi neonati al supermercato quindi, Miley, rassegnati, non c’è davvero gara, nemmeno se tenti così strenuamente di shockare con la tua immagine psycho-dark, i capelli ossigenati e questa rete da pesca sbrilluccicosa firmata Marc Jacobs.

Ma veniamo ora al clou della serata. Si sa, non c’è red carpet senza l’assegnazione del premio alla miglior vestita e quello alla peggior vestita, ovvero il premio a quella che si veste non la nonchalance con cui Liza Minelli si fa impalmare e derubare dai maschioni di turno e quella che invece di scegliere il suo guardaroba con cura preferisce godersi una maratona di Jersey Shore spaparanzata sul divano. Ma non c’è nulla di così soggettivo come la moda, dunque io mi limiterò a indicare i due outifit più notevoli e ai lettori l’ardua sentenza. Da una parte abbiamo Sarah Jessica Parker, una che starebbe bene anche con addosso due olive ascolane: indossa un abito variegato e con gonna (più che a palloncino, a mongolfiera) di Giles Deacon e un copricapo di Philip Treacy, il cappelliere dei matrimoni reali inglesi per intenderci, che per fare questo accessorio probabilmente ha privato per sempre un pavone della possibilità di rimorchiare. Dall’altra invece lei, quella che si farebbe notare anche se entrasse di soppiatto in una stanza piena di sordociechi: Madonna, la sobria, raffinata, delicata, mai volgare, eternamente sofisticata Madonna. Qui sfoggia un completo Givenchy con tanto di calze sgualcite, parrucca da carampana di fila del Moulin Rouge e delle scarpe Casadei di un colore che c’entra come il matrimonio della Marini in prima pagina sul Corriere (ops!). Che uno la guarda e pensa che abbia voluto tornare indietro nel tempo alla professione che esercitava trent’anni fa quando è arrivata a New York con 37 dollari in tasca e dopo due sere li aveva già decuplicati. Sì, proprio, ai lettori l’ardua sentenza.

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Le foto sono dell’Huffington Post

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