Otto libri su Gatsby, Fitzgerald e dintorni

Se avete letto o visto Il grande Gatsby (delle cui traduzioni parlo qui) e volete saperne di più sull’autore, la sua vita, la sua epoca:

31W-2DfuUIL._SL500_AA300_1. Francis Scott Fitzgerald, Racconti dell’età del Jazz, trad. di Giuseppe Culicchia, minimum fax

Noi un’età del jazz non ce l’abbiamo avuta e difficilmente riusciremmo a comprendere quel misto di passione, superficialità, malinconia, splendore e trasgressione che furono i ruggenti anni Venti negli Stati Uniti. Per fortuna c’è Fitzgerald, che nella sua vita scrisse un sacco di racconti (per campare ma anche per sperimentare): questa raccolta del 1922 riporta i racconti più significativi a riguardo. Poi è tradotta da Culicchia, nell’ambito della collana di minimun fax che ospita ritraduzioni dello scrittore fatte da altrettanti scrittori importanti.

31ecZaixbLL._SL500_AA300_2. Francis Scott Fitzgerald, Il decennio perduto, trad. di Nicola Manuppelli, Mattioli 1885

All’estremo biografico estremamente opposto, verso la fine della vita, Fitzgerald è uno scrittore conosciuto ma che non ha mai saputo, soprattutto in cuor suo, affermarsi pienamente in quanto tale. L’alcolismo, i problemi con la moglie e le difficoltà scrittorie lo gettano in una lenta decadenza che coincide, all’incirca negli ultimi dieci anni di vita, nel poco soddisfacente ingaggio a Hollywood come sceneggiatore. Questi sono i racconti di quel difficile periodo, con il testo che dà il titolo alla raccolta scritto pochi mesi prima di morire.

41FnVcpRFPL._AA258_PIkin4,BottomRight,-43,22_AA280_SH20_OU29_3. Francis Scott Fitzgerald, A Life in Letters, a cura di Matthew J. Bruccoli, Scribner

Ai tempi dei social network è difficile concepire quanto importanti siano le lettere che scrittori e artisti ci hanno lasciato per testimoniare la loro vita. In particolare fra fine Ottocento e soprattutto nei primi decenni del Novecento gli scrittori, complici i miglioramenti dei sistemi postali, ne scrissero a centinaia. Anche Fitzgerald fu particolarmente prolifico in questo settore e le sue missive ci permettono di ricostruire i rapporti con la moglie, con la figlia e con gli editori.

41n8nIUeMSL._AA258_PIkin4,BottomRight,-37,22_AA280_SH20_OU29_4. Francis Scott Fitzgerlad, Nuotare sott’acqua e trattenere il fiato, trad. di Leopoldo Carra, minimum fax

“Scrivere bene è sempre nuotare sott’acqua e trattenere il fiato”: questa la massima che guidava le composizioni di Fitzgerald. Per lui scrivere era una pratica ostinata, attentissima, limatissima: i suoi libri venivano scritti – soprattutto nelle notti insonne – su foglietti di carta, rigorosamente a matita, che venivano cancellati e segnati incessantemente. Questa raccolta di interventi ci permette di entrare nel modo in cui questo scrittore intendeva il mondo della letteratura, dell’editoria e della scrittura.

417JR5jyZsL._SL500_AA300_5. Francis Scott Fitzgerald, Tenera è la notte, trad. di Vincenzo Latronico, minimum fax

Questo è uno degli altri capolavori fitzgeraldiani (forse uno dei tre), e l’ultimo dei suoi romanzi completi uscito in vita. Dentro questo romanzo c’è tutta la vita dell’autore in quegli anni, che attinge proprio alle sue esperienze a piene mani e a volte senza ritegno: la malattia della moglie, la passione per il denaro e le donne, il tramonto di un’epoca dorata, le contraddizione del luminoso mondo degli espatriati americani in Europa. Fitzgerald ci mise tutto se stesso e molte aspettative e la sua costernazione fu enorme quando il libro non ebbe il successo commerciale che invece avrebbe meritato (anche in questa edizione una traduzione di pregio, quel del giovane scrittore Vincenzo Latronico).

41j3OLbbiLL._SL500_AA300_6. Therese A. Fowler, Zelda, trad. di Marcella Maffi, Frassinelli

Fitzgerald, la sua vita e la sua scrittura non sarebbero stati nulla senza la sua controparte immancabile, l’ombra della sua luce e la luce della sua ombra: la moglie Zelda. Questa biografia romanzata (a volte troppo?) racconta in prima persona un rapporto constrasto ma unico. (Sull’amore di Francis e Zelda, oltre a La morte della farfalla di Citati di cui parlo qui, è appena uscito anche un libro di Alfonso Signorini che però non me la sento di linkare.)

41+ww2I-DvL._SL500_AA300_7. Tiziana Lo Porto, Daniele Marotta, SuperZelda, minimum fax

Questa è la “vita disegnata di Zelda Fitzgerald”, una graphic novel – o meglio una graphic autobiography. Il personaggio di Zelda, dall’infanzia in Alabama alla follia europea, è raccontanto attraverso immagini e sceneggiato usando le tracce che Fitzgerald lasciò della moglie nei suoi romanzi e nelle sue lettere. L’iconografia, curata e ricercatissima, rispetta lo stile degli anni Venti e ha utilizzato come fonte anche le foto originali di Zelda e della sua famiglia.

21RiB+ibxXL._SL500_AA300_8. Ernest Hemingway, Festa mobile, trad. di Luigi Lunari, Mondadori

“Paris is a moveable feast” diceva Hemingway raccontando dei suoi anni parigini, appunto attorno alla seconda decade del Novecento. Perché una certa generazione di scrittori americani, quella definita “perduta”, non sarebbe stata la stessa senza la vivacità e le frequentazioni ottenute durante il soggiorno a Parigi. Proprio qui Hemingway incontra Fitzgerald, con cui ebbe un rapporto sempre piuttostro contrastato ma profondissimo: eggere e interpretare le annotazioni affilatissime che “Papa” riserva  a Scott è un esercizio interessantissimo.

Advertisements

2 responses to “Otto libri su Gatsby, Fitzgerald e dintorni

  1. Pingback: Il Grande Gatsby: molto Luhrmann, poco Fitzgerald | Liberlist·

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s