Wireditorial: David Foster Wallace, il luddista ricordato dal web

Nonostante quasi tutti i critici siano concordi nell’individuare negli scritti fantasmagorici, strabordanti, interconnessi, automoltiplicanti e rifrangenti di David Foster Wallace una qualche potente metafora delle interrelazioni postmoderne tipiche dell’era di Internet, lo stesso Foster Wallace poteva essere definito a ragione veduta piuttosto come un luddista (e in questo si inserirebbe ulteriormente in quella corrente letteraria che sgorga – luddista, postmoderna e magmatica – da Pynchon). Il suo biografo D. T. Max, scrittore per il New Yorker di molti pezzi sullo scrittore e non solo, conferma questa impressione basandosi sia sulle sue opere pubblicate sia su quelle inedite.
Nei suoi scritti editi Foster Wallace non fa mai menzione del mondo online, non sfruttò mai gli strumenti offerti da Internet e anzi continuò fino alla fine a mettere assieme enormi quaderni di appunti copiando frasi, riscrivendo appunti, incollando ritagli di giornali, dizionari e altri libri. L’unico suo approccio al web sembra essere un abbozzo di storia, poi abbandonato e mai ricominciato né pubblicato, e che è stato trovato nelle scatole contenenti le note del suo romanzo postumo, The Pale King: il racconto, dal titolo ipotizzato di “Wickedness”, narra la vicenda di un fotografo disposto a tutto pur di scattare delle foto a Ronald Regan malato di Alzheimer per rivenderle al sito scandalistico Wicked.com; Foster Wallace appunto immagina un mondo dominato dall’informazione online più becera, disposta a qualsiasi cosa pur di accontentare il pubblico sempre più vorace di scandali e junk news, in quanto l’annichilimento che in Infinite Jest era attribuito al mezzo televisivo si è ormai trasferito sul web.

Dunque David Foster Wallace non aveva gran simpatia, o almeno confidenza, con la realtà digitale, o almeno questo è quello che vuole farci credere, ciò che trapela dai suoi scritti. Eppure Internet ha contribuito in modo fondamentale al successo dello scrittore, dove il suo personaggio, la sua aura e la sua eredità letteraria hanno spesso avuto grande eco e grande sviluppo. Sempre Internet è una miniera preziosissima per ricordarne la vita e le opere, oggi che son passati cinque anni dal suo suicidio avvenuto il 12 settembre 2008: sul web si possono trovare molti dei suoi articoli e dei suoi saggi (da segnalare in particolare 25 Great Essays by DFW), e nascono siti che sono veri e propri aggregatori di tutte le notizie dal mondo wallaciano, come l’italianissimo Archivio David Foster Wallace; nella giornata di oggi grazie all’hashtag #ricordandoDFW si potranno seguire sui social network tutti i ricordi, gli omaggi e gli approfondimenti sul grande scrittore. Da segnalare in particolare il magazine letterario online Finzioni che per tutto il giorno posterà ogni ora un contenuto diverso con l’hashtag #DFWday.

Ma altrettanto importante è omaggiare l’autore proprio attraverso la sua opera. Einaudi Stile Libero ha appena pubblicato Di carne e di nulla (traduzione di Giovanna Granato), raccolta di saggi inediti e interviste in cui Foster Wallace dice la sua praticamente su ogni cosa, da Terminator all’Aids, dall’11 settembre a Guantanamo fino agli effetti speciali nel cinema; ha poi anche ripubblicato l’ultimo romanzo, Il re pallido, con l’aggiunta di quattro scene mai lette prima in italiano, e infine di qualche mese fa è appunto la biografia a firma di D.T. Max, Ogni storia d’amore è una storia di fantasmi (traduzione di Alessandro Mari). Anche minimum fax, l’altra casa editrice wallaciana in Italia, ha messo insieme interviste e conversazioni dell’autore, brillanti come non mai, nel suo Un antidoto contro la solitudine (traduzioni di Sara Antonelli, Francesco Pacifico e Martina Testa), oltre a mettere a disposizione a prezzo scontato le opere di Foster Wallace incluse nel proprio catalogo fino al 22 settembre. Perché, è stato giustamente fatto notare – ancora una volta sul web, “l’unico onore che uno scrittore davvero vorrebbe ricevere” è “quello di essere letto, e riletto, e meditato”.

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