Open, più che una libreria, e 5 libri da sfogliare

Uno dei grandi problemi per gli appassionati lettori in questi tempi di crisi è che le librerie chiudono. Pochi comprano libri, i sistemi distributivi (soprattutto in Italia) strangolano le realtà indipendenti, gli ebook erodono pian piano fette di pubblico. Il problema è reale, molto triste per gli appassionati e i nostalgici, ma può anche trasformarsi in uno stimolo per innovare il concetto stesso di libreria. Un esempio molto ben riuscito, a Milano, è Open, che si definisce già nel suo claim: “more than books”.
Da Open, in via Montenero vicinissimo a Porta Romana, non ci sono solo libri disposti su scaffalature di design (in vendita, grazie all’integrazione con Lago), ma c’è anche un bar con i patti gourmet di Ottimomassimo, poltrone e divani per leggere e rilassarsi, tavoloni per lo studio, un’area bimbi attrezzata. Da Open si può bere un caffè o mangiare un panino, conversare, partecipare ad eventi, portarsi i libri e i computer per studiare, si possono sfogliare i libri (nessuna libraia arcigna che ti giudica se non compri il volume in trenta secondi netti), da Open si flirta pure, e credo che volendo si possa schiacciare un pisolino.

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I puristi arricceranno un poco il naso di fronte a questa contaminazione di un luogo sacrale per la lettura. Eppure la contaminazione pare l’unico modo attraverso il quale questi luoghi della cultura possono sopravvivere (e far quadrare i conti). Ad esempio qui si può trovare il libraio digitale, un servizio di consulenza che aiuta ad orientarsi nel mondo delle app. Oppure Open offre degli spazi di coworking, con rete wifi e meeting room in cui ospitare per un periodo variabile le proprie attività.

In questa libreria che è molto più di una libreria, la cosa migliore è comunque sfogliare i libri in tranquillità e in un contesto accogliente e disimpegnato. Qui sotto trovate cinque titoli, più o meno recenti:

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1. Neil MacGregor, La storia del mondo in 100 oggetti, Adelphi

Riassumere la storia del mondo, partendo da 2 milioni di anni fa, selezionando solo 100 oggetti che ne sintetizzino l’evoluzione tecnologica, sociale e culturale: è questa la missione impossibile racchiusa in questo libro prezioso, nato dal programma radiofonico della BBC realizzato da MacGregor, direttore del British Museum. In effetti tutti gli oggetti selezionati appartengono agli archivi del grande museo londinese: si va dal primo utensile in pietra mai prodotto scientemente dall’uomo a una pipa da tabacco dei nativi nordamericani del primo secolo d.C., da un astrolabio ebraico del XIV secolo a un penny di inizio Novecento inciso con un messaggio di protesta dalle suffragette, fino agli accessori più recenti come la prima carta di credito islamica o una lampada solare portatile. Un modo per raccontare come in uno straordinario romanzo enciclopedico i grandi temi dell’evoluzione umana partendo da oggetti apparentemente marginali.

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2. Carlo M. Cipolla, The Basic Laws of Human Stupidity, Il mulino

Allegro ma non troppo è stato un fenomenale successo editoriale in tutto il mondo. Pochi sanno che una parte di quel libro, un saggio dedicato alla stupidità umana, era stata scritta dall’autore originariamente in inglese e per lungo tempo non era stata tradotta per rifugio dello stesso storico dell’economia, che non pensava potesse funzionare se non nella lingua in cui era stato scritto. Un paio di anni fa il Mulino ha pubblicato l’edizione originale (in inglese appunto), a partire dalla dolceamara considerazione iniziale (“Human affairs are admittedly in a deplorable state”) e via con le conseguenti considerazioni sulla pericolosità degli stupidi e sulle regole con cui individuarli (con tanto di grafici).

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3. Elizabeth Lunday, Vite segrete dei grandi artisti, Electa

La storia dell’arte come mai ve l’hanno mai insegnata: vi eravate mai accorti che la Gioconda è senza sopracciglia e soffriva di tiroide? Sapevate che l’inventore dei selfie fu Rembrandt? Che Dante Gabriel Rossetti fece disseppellire la moglie perché rivoleva le poesie con cui l’aveva sepolta? Che Cèzanne era del Capricorno? Che Klimt aveva paura dei treni? Che Georgia O’Keefee dipingeva nuda? Gli aneddoti curiosi e insoliti sono uno dei migliori aspetti di questo libro, che comunque riesce anche a ricostruire la vita e le opere dei grandi artisti in modo convincente, un ottimo modo di iniziare per i neofiti. Inoltre l’elaborazione grafica e le illustrazioni sono davvero tanto ben curate quanto divertenti.

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4. Caleb Melby, Lo zen di Steve Jobs, Rizzoli Etas

Su Steve Jobs, dopo la sua morte, è uscita una serie impressionante di pubblicazioni, molto spesso anche inutili, per non dire imbarazzanti. Questa graphic novel, invece, ha una qualità garantita del suo autore, una delle firme del colosso economico Forbes, e da uno stile calligrafico ed essenziale. La storia inoltre è di quelle angolazioni laterali e molto significative: racconta infatti delle vicende di Jobs quando fuoriuscì dalla Apple e sembrava andare incontro al tramonto; a risollevarne le sorti fu l’amicizia con un monaco zen che lo aiutò a forgiare la sua visione del mondo che tutti apprezziamo. Con una prefazione di Luca Sofri.

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5. Luca Pappagallo e cookaround, Ricette Low cost, Bur

La crisi riduce il budget anche alimentare ma non spegne l’appetito e anche la voglia di cimentarsi in cucina. In mezzo alle varie e numerosissime pubblicazioni food di questi tempi, questo volume propone un sacco di ricette più o meno basiche, ma tutte rigorosamente tradizionali, fattibili e realizzabili con una spesa contenuta (il sottotitolo è eloquente: “Piatti da mille e una notte con budget da fiammiferaia”). La garanzia di qualità e accessibilità è data dalla community di cookaround, una delle più visitate per quanto riguarda cucina e ricette. Il linguaggio è essenziale, ben spiegato, le ricette catalogate per tipologia e occasione, e il risultato (quasi sempre) garantito.

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