Un po’ di film

Brevissimi pensieri su film che ho visto di recente, già che siamo nella settimana che porterà agli Oscar (alcuni sono anche candidati):

August Osage County: film teatrale pieno di dialoghi acuti, con due grandi attrici – una sempre (Streep), l’altra questa volta (Roberts) – e una vera intensità (si raffredda solo sul finale), tutta costruita sui segreti familiari e sulle cose che nascondiamo soprattutto a noi stessi.
American Hustle: bei costumi, gran prove attoriali, il meccanismo delle truffe si inguaia però a tal punto che la soluzione finale pare quasi banale.
Tutto sua madre: anche questa è un’opera di teatro portata al cinema, con uno straordinario protagonista, Guillaume Gallienne, che ci regala la storia di un’identità sessuale (la sua), ma soprattutto la ricerca di un’identità personale, attraverso la sovrapposizione di diverse maschere. Un film francese fino in fondo, con quasi nient’altro che pregi.
Smetto quando voglio: finalmente un film italiano gradevole e che mostra segni di captare cosa si fa nel mondo del cinema internazionale, compresa una fotografia per una volta non eccessivamente naturalistica ma che si ispira ai filtri di Instagram, anche se la trama sembra in effetti un misto di Breaking Bad e Una Notte da Leoni all’amatriciana.

Tutta colpa di Freud: commedia italiana carina, un compitino, alla fine tutto si sistema come si doveva sistemare, parecchi luoghi comuni sull’amore (soprattutto quello lesbico), però la baracca è salvata dalle prove d’attore di Giannini e, per una volta, Gerini.
Hercules 3D: muscoli e banalità a profusione, in un film che riesce a far confusione nella mitologia greca, nei buoni sentimenti e a infilarci perfino frasi di Coco Chanel.
Monuments Men: la storia è di quelle straordinarie e significative (i soldati americani incaricati di salvare i capolavori artistici rubati dai nazisti), ma Clooney ne fa un film piuttosto banale, chiamando gli amici suoi (si salva Cate Blanchett, sempre splendida) a fare delle macchiette ben poco eroiche. Si rivalutano perfino i pipponi sull’importanza dell’arte, qui fra i momenti migliori del film. Come si dice: meglio il libro.

August-Osage-County-Review

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