Il Kiss Me Once Tour di Kylie a Parigi

La data del Kiss Me Once Tour che ho visto ieri sera a Paris Bercy è stata dominata da un’atmosfera piuttosto vivace e calorosa, con una Kylie Minogue al massimo della sua bellezza e della sua forma fisica (esaltata dai costumi eccentrici e super hot di Dolce&Gabbana, Gaultier e Marchesa), sempre intimamente affezionata al pubblico francese, e con una quantità esagerata della qualità che la contraddistingue in particolar modo quando deve giocare a fare la diva sexy: l’ironia. C’è però da dire che il tour non è, in generale, dei più perfetti, considerando soprattutto il fatto che deve scontare – ormai si può dire abbastanza serenamente – la scellerata promozione e il conseguente insuccesso del disco relativo, Kiss Me Once appunto. È stato dunque un tour con poche date (a marzo inizierà l’ancora più corta leg australiana), con un budget non sbalorditivo e che si è salvato solo grazie a due delle armi che contraddistinguono una popstar navigata come Kylie: l’aver a disposizione un reparto creativo di prim’ordine che confeziona sempre uno spettacolo scenico insuperabile (questa volta con richiami davvero elaboratissimi a Dalì, ai ballets russes, all’immaginario plasticoso delle Barbie ecc.) e, ancora di più, poter attingere con sicurezza a un repertorio di successi sempreverdi.

IMG_0819.JPG

L’album più recente è stato talmente poco significativo che nel tour omonimo sono finite solo cinque canzoni della tracklist (“Les Sex”, “Sexercise”, “Beautiful”, “Kiss Me Once” e “Into The Blue”); non compare addirittura il secondo singolo estratto, “I Was Gonna Cancel”, tanto strillato in promozione perché prodotto da Pharrell. E invece largo spazio in scaletta alle immancabili grandi hit, sempre riaggiornate con arrangiamenti d’effetto (pezzi ormai consolidati come “Can’t Get You Out Of My Head”, “Love at First Sight” e “Slow” convincono sempre), ai brani più recenti divenuti già classici (“In My Arms”, “Wow”, “Get Outta My Way”, “Timebomb”) e perfino a un medley delle vecchissime canzoni dell’epoca PWL (“Hands on your heart”, “Got to be Certain”, “Never Too Late” e la primissima “I Should Be So Lucky”), zuccherose ma sempre catchy. La chiusura del concerto tocca invece a due Kylie-song che più Kylie-song non si può: “All the Lovers” e “Into the blue”. Come riempitivi molto ben riusciti dello spettacolo menzione d’onore per “Your Disco Needs You”, pezzone camp che è un vero e proprio dance anthem e che fa sempre la gioia dei fan, e una cover di “I Need You Tonight”. Quest’ultima canzone dà l’idea di come Kylie, nonostante tutto, sia una performer abbastanza sicura di sé da mettersi sempre in gioco, lei che con gli INXS e soprattutto col loro leader Michael Hutchense ha avuto trascorsi non proprio serenissimi.

IMG_0821.JPG

E infine, anzi all’inizio, una vera e propria chicca: in un videoclip proiettato prima del concerto vero e proprio si sentono tre nuove canzoni (“Glow”, “Wait”, “Break this Heartbreak”), più un’altra come intermezzo successivo (“Chasing the Ghost”), che sono frutto della collaborazione fra la cantante australiana e il produttore Fernando Garibay, finora rimaste inedite. Ecco la paradossale forza di un’artista come Kylie, che non a caso è da più di 25 anni sulla cresta dell’onda: quando devi portare in giro un tour senza avere il disco giusto da cui attingere, fidati della te stessa passata oppure sperimenta cose addirittura nuove e mai sentite. E, come dice sempre lei, “in case of need, add more glitter“.

IMG_0823.JPG

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s