Genova in 2 giorni e 10 tappe

Un essenziale e non esaustivo tour della città ligure, attraverso alcuni dei suoi luoghi principali che intrecciano la storia gloriosa della Repubblica marinara, l’importanza economia e culturale di questo centro marittimo e la sua molteplice identità attuale.

1. Via di Pré e Via del Campo

Appena arrivati alla stazione di Piazza Principe, lasciato alle spalle il monumento all’eroe della città, Cristoforo Colombo, scendendo verso il mare ci si può subito immergere nell’atmosfera tipica dei caruggi genovesi. Si incontrano due famosissime quanto pittoresche stradine dalle mille anime come via di Prè (da qui verso il porto si incontra anche la Commenda di Pré, un tempo ospitale per i viandanti e i pellegrini gestito dai Frati Ospitalieri provenienti dalla Terra Santa) e via del Campo, celebrata da svariate canzoni dei cantautori genovesi e in particolare da Fabrizio De André. Le “graziose” hanno lasciato posto a un colorato crogiolo multietnico.

2. Piazza dei Banchi

Via del Campo si schiude su piazza Fossatello. Da qui si può proseguire sull’altrettanto caratteristica via San Luca: nell’omonima piazzetta la chiesa di San Luca ospita una Natività, capolavoro del Grechetto. Proseguendo si giunge in piazza Banchi, oggi popolata di bancarelle di fiori e libri o dischi usati, su cui si affacciano la Loggia dei Mercanti (prima borsa merci italiana nel 1855) e la Chiesa di S. Pietro in Banchi, dalle decorazioni che mescolano sacro e profano. Se siete di passaggio il b&b Porto Antico, appena inaugurato in uno stile non esagaratemente minimale, è una soluzione accogliente e pratica, a pochi minuti da tutte le principali attrazioni.

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3. Chiesa di SS. Annunziata del Vastato

Tornando sui propri passi merita assolutamente una visita la chiesa della Santissima Annunziata del Vastato: la sua facciata candida e spoglia nasconde interni decorati all’inverosimile di marmi e stucchi dorati, con cappelle in cui si trovano esemplari dei più grandi pittori locali del Seicento. La chiesa, portata al suo splendore nel XVII secolo soprattutto grazie alla ricchissima famiglia dei Lomellini (qui vicino, nella via a loro dedicata, c’è il Museo del Risorgimento situato nella casa natale di Giuseppe Mazzini), è stata fra le più colpite dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, segni che son ancora ben visibili nell’assetto contemporaneo.

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4. I rolli e via Garibaldi

Scendendo per via Cairoli, s’incontra la parte più significativa dei palazzi dei Rolli, oggi patrimonio dell’Unesco. Sono l’espressione più pura della ricchezza e dello sfarzo raggiunto dai Genovesi nel loro secolo d’oro, a cavallo fra Cinquecento e Seicento: i rolli sono, infatti, lussuose dimore nobiliari che, per via del prestigio delle famiglie che le fecero edificare, avevano il privilegio ufficiale di ospitare (a sorte) i capi di stato e dignitari in visita nella Repubblica. Si distribuiscono da Piazza della Meridiana per tutta la famosissima via Garibaldi, uno degli interventi di riassetto urbanistico cinquecentesco più eleganti e spettacolari d’Europa.

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5. Musei di Strada Nuova

Proprio lungo via Garibaldi, un tempo nota anche come Strada Nuova, sorge un sistema museale all’apparenza secondario ma che nasconde veri e propri tesori artistici, dando anche l’opportunità di entrare in tre dei rolli più rappresentativi della via. A Palazzo Rosso si possono ammirare varie opere di artisti italiani e fiamminghi (Veronese, Reni, Van Dyck, Dürer) e gli arredi storici della famiglia Brignole-Sale; Palazzo Bianco custodisce invece quadri di artisti da Veronese (suo lo splendido Susanna e i vecchioni) a Caravaggio, da Procaccini a Rubens e Van Dyck; a Palazzo Tursi, sede del Comune, infine, si incontrano due violini appartenuti a Paganini e una consistente esposizione di arte decorativa, oltre a monete, pesi e unità di misura della Repubblica genovese, per non parlare della toccante quanto inaspettata Maddalena penitente del Canova.

6. Salita del Castelletto

Genova offre un sacco di viste dall’alto che permettono di abbracciare tutta la città dai monti fino al litorale. Una delle più suggestive è sicuramente la salita del Castelletto che dai pressi di piazza del Portello (sulla sinistra appena terminata via Garibaldi) porta fin sulla spianata in cui sorgeva una piccola fortezza medievale successivamente rasa al suolo durante un’insurrezione popolare. Innamorato della vista che si gode da questo spiazzo il poeta Giorgio Caproni che dedica un componimento a L’ascensore con cui si raggiunge la meta: “Quando mi sarò deciso | d’andarci, in paradiso / ci andrò con l’ascensore / di Castelletto, nelle ore notturne, / rubando un poco / di tempo al mio riposo“.

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7. Chiesa del Gesù

Riscendendo per piazza del Portello, per piazza delle Fontane Marose e per via 25 Aprile, lasciandosi sulla sinistra l’elegante piazza De Ferrari col Teatro Carlo Felice, ci si ritrova nella centralissima Piazza Matteotti. Qui si incontra subito una delle più belle chiese di Genova, dedicata a Sant’Ambrogio e Sant’Andrea ed edificata originariamente dal clero milanese in fuga dalle invasioni longobarde. La sua forma attuale decisamente barocca, coi numerosi altari invece delle cappelle, si deve all’arrivo a Genova dei Gesuiti nel 1552. Notevoli sono due quadri di Rubens, La Circoncisione e Il miracolo di Sant’Ignazio, e l‘Annunciazione di Guido Reni.

8. Palazzo Ducale

Sulla stessa piazza si affaccia anche Palazzo Ducale. D’impianto duecentesco, fu per secoli il centro del potere politico genovese rappresentato dai dogi, subendo la sua più profonda mutazione nel Seicento durante il dominio di Andrea Doria. Dopo la caduta della Repubblica e l’annessione al Regno sabaudo, conobbe un progressivo declino fino al recupero del 1992, anno delle celebrazioni per il cinquecentenario della scoperta dell’America da parte di Colombo. Oggi è un importante polo espositivo: in corso da non perdere la mostra dedicata a Frida Kahlo e Diego Rivera, la coppia di straordinari artisti messicani dalla vita e dall’arte intensi e travagliati ma di un umorismo nero impagabile, e quella sul fotografo Nickolas Muray, che ha ritratto le più grandi celebrità artistiche del Novecento, da Marylin a Chaplin fino alla stessa Frida Kahlo (terminano entrambe l’8 febbraio 2015).

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9. Cattedrale di San Lorenzo

Da piazza Matteotti si scende lungo via San Lorenzo arrivando fino alle omonime piazza e Cattedrale. La chiesa, iniziata attorno al 1100, è un capolavoro in puro stile gotico genovese, con la torri campanarie integrate alla facciata, di cui quella sinistra rimasta incompleta (i leoni che affiancano la scalinata d’accesso sono, invece, ottocenteschi). All’interno si può vedere una granata caduta, senza esplodere, nella cattedrale durante la seconda guerra mondiale. Veramente notevole il Museo del Tesoro situato nelle cripte: ospita cimeli pittoreschi, come il piatto della decollazione di S. Giovanni Battista (patrono della città) e un catino in vetro verde ritenuto il Sacro Graal, ma merita la visita soprattutto per l’allestimento impeccabile e suggestivo realizzato negli anni Cinquanta da Franco Albini.

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10. Porto Antico

Questo approssimativo itinerario circolare termina dove pulsa il cuore che per secoli ha reso Genova una delle più grandi potenze italiane e del Mediterraneo. Il Porto Antico, meraviglia dell’ingegneria navale e urbanistica, ha assunto un volto completamente rinnovato grazie ai progetti realizzati da Renzo Piano nel 1992. Oggi ospita il famoso (e piuttosto costoso) Acquario di Genova, la Biosfera, l’ascensore panoramico del Bigo, i Magazzini del Cotone riconvertiti in centro commerciale e multisala e il Galata Museo del Mare (qui sono interessanti il percorso dedicato alla costruzione della potenza marittima genovese e quello su immigrazione ed emigrazione, con tanto di visite a un transatlantico e a un sottomarino). A testimonianza della vicinanza estrema fra mare e terra, spettacolare è il Palazzo di San Giorgio (in origine sede del potente Banco di San Giorgio che affacciava direttamente sulla banchina portuale), uno dei tantissimi edifici dalle facciate completamente affrescate che sorgono a Genova, città dai mille splendori e dalle mille anime.

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(In home foto panoramica di Andrea Sampaoli)

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